Le nostre compagne Irene Bottazzi, Elena Casella e Anna Colombo, armate di macchina fotografica, penna e block notes, hanno deciso di percorrere le strade della nostra città alla ricerca di informazioni su Alessandro Volta! Hanno approfondito la sua biografia e le sue invenzioni e hanno anche intervistato turisti e cittadini di ogni età che si trovavano a passeggiare ignari davanti al Tempio Voltiano! Così hanno prodotto un'interessante presentazione in Power Point che hanno illustrato alla classe e che ora condivideremo con voi... Buon divertimento!
C'ERA UNA VOLTA A COMO...ALESSANDRO VOLTA!
sabato 23 aprile 2016
domenica 17 aprile 2016
Scrittura creativa diario - Alice Guarisco
E perché non condividere anche una piacevole giornata in famiglia?! Cara Alice Guarisco.. ci hai proprio fatto venir voglia di visitare un museo!
Como, 15 marzo 2016
Caro diario,
ho scelto di scriverti oggi per raccontarti la splendida giornata che ho trascorso domenica scorsa con la mia famiglia. Insieme a dei nostri carissimi amici abbiamo deciso di andare a visitare il Museo Egizio di Torino.
Questa gita mi ha subito entusiasmata perché ho studiato sui libri di scuola questo periodo importante della storia e anche perché mi ha sempre incuriosita molto vedere le mummie da vicino. Siamo partiti presto, ma, nonostante fosse domenica e avrei voluto dormire un po’ di più, mi sono preparata velocemente. Il viaggio è durato due ore, ma è trascorso in fretta tra una canzone e l’altra. Appena siamo arrivati e abbiamo parcheggiato l’auto, ho osservato questa nuova città, così grande e diversa dalla mia, con molto fascino. Dopo pochi minuti abbiamo raggiunto il tanto atteso museo egizio. Muniti di audio guide abbiamo incominciato a girare nelle immense sale. Non vedevo l’ora di vedere le mummie, ma ammetto che anche le imponenti sculture delle divinità egizie mi hanno colpita molto. Le luci, inoltre, erano basse e rendevano tutto ancora più suggestivo. Finalmente ci siamo trovati nella sala delle mummie; ho provato delle sensazioni molto particolari: da una parte ero molto affascinata, dall’altra, però, ero impressionata soprattutto quando ho visto la mummia di un bambino molto piccolo.
Finita la visita del museo siamo andati a fare un giro nel centro storico di Torino alla ricerca di un ristorante. Dopo una lunga ricerca e lo stomaco che brontolava, fortunatamente abbiamo trovato un tipico ristorante piemontese dove ci siamo riposati e abbiamo gustato dei piatti squisiti.
Alle 16.00 circa siamo tornati verso la macchina e la stanchezza ha preso il sopravvento su di me.
Non mi sono neanche accorta del viaggio, quando ho aperto gli occhi eravamo già arrivati a casa e ho svegliato mia sorella.
Sono proprio felice, è stata una giornata indimenticabile e mi è piaciuto poterla trascorrere con la mia famiglia.
Adesso ti devo salutare, buona notte caro diario, ci vediamo domani.
Tua
Alice Guarisco
venerdì 15 aprile 2016
Scrittura creativa diario - Isabel Magnelli
Chissà se la nostra compagna Isabel Magnelli avrà riportato in questa pagina di diario emozioni realmente provate o sarà solo finzione letteraria?! Beh, in ogni caso molte di noi adolescenti si immedesimeranno sicuramente!
Cario Diario,
è rincominciata la scuola e sono felice, ma allo stesso tempo triste perché ho lasciato i miei compagni delle elementari a cui ero molto legata. Mi mancano e non posso smettere di pensare alla persona che mi piace, si chiama Nicola e ho scoperto che mi piaceva solamente alla fine della quinta! È così carino, dolce, simpatico e bravo a scuola. Ama il tennis proprio come me, ci piace la stessa cantante (ADELE), abbiamo due sorelle, ci piacciono i parchi acquatici e ci piace viaggiare, anche se per il momento nessuno dei due ha avuto l’occasione di andare in posti “speciali”. Abbiamo molte cose in comune e ci piacciamo a vicenda, ma nessuno ha mai avuto il coraggio di dirselo, perché siamo entrambi molto timidi! Adoriamo stare insieme e siamo ottimi amici, ci abbracciamo, ci siamo dati anche un bacio una volta, ma sulla guancia! Guardiamo film, cantiamo, balliamo e facciamo i compiti insieme, ma purtroppo adesso che andiamo in due scuole diverse tutto questo piano piano sta scomparendo, non ci vediamo quasi mai e ci sentiamo davvero poco. Mi manca, soprattutto perché è il mio migliore amico, e quando lo vedo “there’s fire starting in my heart”, cioè c'è un fuoco che si accende dentro di me, per l’emozione che provo a incontrarlo di nuovo!! In questo momento mi sento sola, anche perché le mie amiche a scuola sono quasi tutte fidanzate e io sono l’unica single, anche se, a dire la verità, non è male essere soli, perché si è totalmente liberi. Meglio così, perché sono ancora troppo piccola per fidanzarmi e poi mia mamma e mio papà non me lo permetterebbero mai, anche se ormai sanno sia i miei che i genitori di Nicola che ci piacciamo, va beh!!
Adesso vado caro diario, devo fare i compiti!
Bye, ti scrivo più tardi!!
Isabel Magnelli
Scrittura creativa diario - Christian Calabrese
Una pagina di diario davvero divertente...il nostro compagno Christian Calabrese ci ha proprio lasciati col fiato sospeso!
11 settembre 2147
Caro diario,
sfortunatamente le vacanze sono finite ed io devo tornare a scuola. Ad essere sincero non ho la minima voglia di tornare a scuola, non per le materie scolastiche, anzi io adoro materie come educazione aerea e teoria strutturale che si svolgono tramite la realtà aumentata, ma odio l’idea di dover rischiare la vita per andarci. Mia mamma mi dice sempre che se mi alzassi anche solo 15 minuti prima (cosa per me impossibile) non rischierei la vita per andare a scuola. Ovviamente io, da bravo figlio, annuisco e le rispondo che mi sveglierò presto, ma ciò non accadrà mai.
sfortunatamente le vacanze sono finite ed io devo tornare a scuola. Ad essere sincero non ho la minima voglia di tornare a scuola, non per le materie scolastiche, anzi io adoro materie come educazione aerea e teoria strutturale che si svolgono tramite la realtà aumentata, ma odio l’idea di dover rischiare la vita per andarci. Mia mamma mi dice sempre che se mi alzassi anche solo 15 minuti prima (cosa per me impossibile) non rischierei la vita per andare a scuola. Ovviamente io, da bravo figlio, annuisco e le rispondo che mi sveglierò presto, ma ciò non accadrà mai.
12
settembre 2147
Oggi è il
primo giorno di scuola e sono già in ritardo. Devo essere là per le 8:30 e devo
prendere l’unico idrobus che passa per la mia scuola. Quello delle 8:05. Alle
7:59 mi sono svegliato con tutta calma, mi sono sgranchito le braccia e le
gambe, mi sono alzato dal letto, ho visto l’orologio e sono saltato in aria
dalla paura. Erano le 8:02 ed io ero ancora mezzo scemo, alzato a guardare
l’ora vicino al letto. Sono corso in bagno. Con una mano mi pettinavo, con
l’altra mi lavavo i capelli ed i denti mentre Bot 3002561 (una specie di robot
personale) mi ha portato i vestiti e mi ha preparato lo zaino che mi ero
scordato di fare la sera prima. Alle
8:04 sono uscito dal bagno già pettinato, vestito, lavato e con lo zaino in
spalla. Ho salutato mia mamma, mio papa, ho preso una pillola per fare
colazione contenente latte, cereali al miele, biscotti e qualcos’altro che non ho
fatto in tempo a leggere (questa io la chiamo colazione veloce) e sono sceso di
corsa dalle scale di casa. Per mia sfortuna il mio appartamento si trova all’84esimo
piano di un grandissimo condominio (ecco le conseguenze del sovrappopolamento
della terra), ma dopo tantissima fatica e dopo aver sudato 7 camicie sono
riuscito a scendere in tempo grazie anche al mio caro amico Bot che mi ha
sollevato e portato per i restanti piani. Circa 84. Dopo tutto ciò sono
riuscito a uscire dal condominio alle 8:05 spaccate. Mi manca un solo ostacolo
che separa me dalla fermata nel marciapiede opposto: la strada principale più trafficata
del centro città. Ho pensato che forse ce l’avrei fatta con un po’ di pazienza
ad attraversare la strada, ma appena ho girato lo sguardo verso la mia destra ho
visto la mia unica speranza di arrivare a scuola venire verso la fermata. Sono
entrato in panico, ma non avendo tempo di restarci, ne sono uscito dopo 2
secondi. Al diavolo la pazienza, ho meno di 30 secondi per attraversare quella
strada e arrivare alla fermata prima dell’idrobus, quindi passo al piano B.
Prendo il mio skateboard e faccio un’azione di cui mi pento subito dopo. L’ho
mandato in mezzo alla strada, le auto, grazie al sistema di sicurezza, hanno
visto un pericolo e hanno frenato automaticamente, così io, correndo e nascondendomi
la faccia per non essere riconosciuto da nessuno, ho attraversato la strada con
centinaia di persone che mi insultavano per avere fermato una fila di centinaia
di macchine nella strada principale della città. Così sono finalmente riuscito
a prendere il bus alle 8:06 (era in ritardo di 1 minuto), sudato e bagnato da
una bibita del McDonald che mi ha lanciato uno a bordo di una Mercedes. A
questo punto vorrei mettere fine a questa pagina di diario, ma non posso perché
la mia enorme sfortuna non mi ha ancora abbandonato. Alle 8:15, quando mancano
ancora 10 kilometri per arrivare alla mia scuola, l’idrobus si rompe
improvvisamente. Sono rientrato in panico perché è il primo idrobus nella
storia a rompersi dopo circa 70 anni dalla sua creazione! Nonostante ciò, non
mi sono arreso. Dopo circa 4 secondi esco dal panico perché, anche questa
volta, non ho tempo. Ho 13 minuti esatti per fare a piedi i 10 km che mi separano
dalla scuola. Dopo sì e no 10 metri di
stancante corsa, ho deciso che non ce l’avrei mai fatta a fare neanche 20 metri
a piedi, quindi ho preso in “prestito” una bicicletta da 30.000 mila euro che,
come le auto, va a idrogeno. Evidentemente il proprietario non ci teneva molto,
perché la teneva senza catena e null’altro nel giardino di casa sua.
Tecnicamente il giardino aveva un cancello con tanto di serratura, ma essendo
alto 1 metro, ho scavalcato, preso le chiavi della bicicletta ed ho sfondato il
cancello di legno. Nonostante ciò, io non sono un maleducato, quindi ho
lasciato un fogliettino bianco, strappato a furia da un quaderno con su scritto
“scusi da Giorgio Naghetti “(il nome di un mio compagno di classe che mi sta
antipatico). Dopo appena 5 kilometri, alle 8:24 la bicicletta ha segnalato la
batteria scarica e allora io, urlando come un matto, tanto da far girare molte
persone, perfino in macchina, ho cercato un’altra soluzione; e l’ho trovata.
Sono andato vicino ad un furgone che nel frattempo andava ignaro sulla strada
ed appena ho avuto l’occasione, sono saltato dietro nella sua “cabina” ed alle
8:29, grazie al suo “passaggio” sono arrivato a scuola in tempo. Sono
felicissimo ma poi quando ho notato che la scuola era deserta e che la sirena
delle 8:30 non sta suonando mi inizio a preoccupare! Ho controllato sul mio
telefono il calendario e l’ora ed ho scoperto, con mia grande sorpresa che mi sono
sbagliato. Oggi è l’11 Settembre, non il 12. La scuola inizierà domani!
Christian Calabrese
giovedì 14 aprile 2016
Scrittura creativa diario - Alice Senafarre
Scrivere un diario è anche lasciarsi trasportare dai pensieri, vagare con la fantasia e rivivere bei momenti passati... questo è proprio quello che è accaduto alla nostra compagna Alice Senafarre!
8
Aprile 2016
Caro diario,
Sto guardando fuori
dalla finestra della mia camera e sono un po’ triste perché piove e ho un mare
di compiti da svolgere, allora fantastico con la mia mente ricordando i bei
giorni trascorsi al mare, durante le vacanze di Pasqua, con i miei genitori e
il mio stupendo cane Milli. Il ventisei ed il
ventisette marzo siamo andati a Genova – Nervi: sono stati due giorni
fantastici sempre in compagnia della mia supercagnolona Milli, che oltretutto
compiva quattro anni! È stato molto
divertente giocare con lei al parco, fare il pic nic sul prato, passeggiare in
riva al mare e godermi la libertà di quei giorni di vacanza. Milli si è
comportata benissimo sia in hotel che al ristorante ed io ero molto orgogliosa
di avere addestrato così bene il mio cane.
Stavo solo sognando ad occhi aperti
e mi ritrovo qui seduta alla mia scrivania con davanti libri e quaderni…ma è stato bello
ricordare la piccola vacanza al mare, mi ha reso davvero felice!
Ora non piove
neanche più, mi sa che vado in giardino a giocare un po’ con Milli e poi
ritornerò più carica e motivata per riprendere a studiare e a fare i
compiti.
Caro diario, ora ti
saluto, a domani per un’altra pagina.
Tua
Alice Senafarre
domenica 10 aprile 2016
Scrittura creativa diario - Andrea Biadigo
Finalmente in classe si parla di emozioni, delle nostre emozioni, di noi adolescenti, positive o negative, e soprattutto di come poterle affrontare e gestire! C'è chi ascolta musica, chi suona uno strumento, chi balla, chi fa sport, chi legge, chi si confida con un'amica, chi disegna, chi piange, chi mangia dolci, etc...ma soprattutto abbiamo scoperto che molti di noi amano scrivere e tenere diari! Così, dopo aver letto insieme alcune pagine di diari più o meno famosi, tutti abbiamo provato a comporre una pagina di diario, in cui parlare di noi stessi o fingere di essere qualcun altro... Il primo elaborato che vogliamo condividere con voi è quello del nostro compagno Andrea Biadigo! Buona lettura!
8 aprile 2016
Caro diario,
il mese scorso mia nonna, mia zia Ja, mia zia Marina
ed io saremmo dovuti partire per Parigi.
Ero al massimo della felicità perché per andare a
Parigi avremmo dovuto prendere l'aereo e io, su un aereo, non ci ero mai
salito! Ci saremmo imbarcati in un aeroporto di Bergamo, quindi la notte ho
dormito a casa di zia Marina. Mi sono dovuto però alzare molto presto, ma io
ero talmente felice di poter volare per la prima volta che quasi non mi
interessava a che ora mi sarei dovuto svegliare. Mi dicevo…che bello!!!! Ancora
poche ore e sarò su un aereo diretto a Parigi e in più i miei compagni di
classe saranno a studiare, mentre io sono a divertirmi... insomma c'erano tutti
i presupposti perché fosse una vacanza bellissima. La mattina mi sono alzato
alle 5:00, stanco ma euforico. Ci siamo cambiati in fretta, abbiamo preso la
macchina e ci siamo diretti all’aeroporto dove abbiamo fatto colazione. Più
tardi ci siamo diretti al check-in ma...panico! il mio biglietto era sparito,
non era in nessuna tasca e in nessuna borsa... Per fortuna l'avevamo
dimenticato su un tavolino mentre facevamo colazione.
Superato il check-in mi sono preso un libro da leggere
in aereo. Mentre aspettavo la chiamata del nostro volo scattavo foto a volontà
e giocavo un po' col telefono. Che bello!!!! Che bello!!! continuavo a dirmi...
ero al settimo cielo!!!!!!!!!
Finalmente hanno chiamato il nostro volo, avrei voluto
superare tutta la fila per entrare subito nell'aereo.
E’ arrivato il turno di zia Marina, di zia Ja e
finalmente il mio!!!!
La signorina, che controllava le persone che dovevano
salire sull'aero, mi ha chiesto la carta d'identità, il biglietto e... LA
DELEGA!!!!! Noi non sapevamo nemmeno che avremmo dovuto portarla. Purtroppo era
obbligatoria perché ad accompagnarmi c'era la nonna e non la mamma e, essendo
io minorenne, avrei dovuto averla.
Che rabbia!!!!! Che tristezza!!!! avrei voluto piangere!
La mia vacanza a Parigi e il mio volo in aereo tutto sfumato per una
maledettissima delega.
Per ora ti saluto caro diario, dopo lo sfogo mi sento
un po’ meglio, ma ti aggiornerò presto!
Con affetto
Andrea BiadigoTravelFoscolo2.C - Itinerario naturalistico della Finlandia
Complimenti a Simone Belotti, Andrea Chironi, Enrico Gilardoni e Edoardo Murgia!
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TravelFoscolo2.C - Itinerario naturalistico della Danimarca
Complimenti a Elisa Barsella, Matteo Brembilla e Marta Mantero!
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lunedì 4 aprile 2016
TravelFoscolo2.C - Itinerario naturalistico della Svezia
Complimenti a Marco Battaglia, Davide Fazio e Charlotte von Mallasz!
Buon percorso naturalistico della Svezia a tutti!
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Complimenti a Elena Casella e Alice Guarisco!
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Complimenti a Carlotta Butti, Anna Colombo, Alice Senafarre e Giorgia Stimolo!
Buon percorso storico-naturalistico della Danimarca a tutti!
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Complimenti a Edoardo Bedetti e Irene Bottazzi!
Buon percorso gastronomico della Danimarca a tutti!
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TravelFoscolo2.C - Itinerario religioso della Francia
Complimenti a Elena Casella, Davide Fazio, Anna Colombo, Marta Mantero!
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Complimenti a Edoardo Bedetti, Andrea Biadigo, Christian Calabrese e Andrea Chironi!
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TravelFoscolo2.C - Itinerario linguistico della Francia
Complimenti a Irene Bottazzi, Matteo Brembilla, Alice Guarisco, Isabel Magnelli!
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Giornata contro le Mafie - Irene Bottazzi
Anche la nostra compagna Irene Bottazzi ha scelto di condividere con voi i suoi pensieri sulla vicenda di Rita Atria... nella sua pagina di diario ha dato voce a tutte le nostre emozioni.
12 – 3 – 16
Caro Diario,
Oggi a scuola abbiamo parlato della mafia: la prof
ci ha letto una pagina di diario di una ragazzina vittima di mafia, Rita Atria.
Ci ha detto che sarebbe stato per noi un cazzotto
nello stomaco, e lo è stato davvero! In pratica in questa vicenda c’è più ingiustizia
che giustizia, le persone a lei più vicine si '' allegano '' con la mafia per
non morire. Mi ha scioccato la storia di una ragazzina di appena 12 anni non
apprezzata dalla madre e alla quale sono morti per mafia il padre e il
fratello, le persone più care. Che cosa brutta non sapere su chi poter contare,
non avere nessuno a fianco… L'unica
cosa che penso e spero è che non succeda MAI a me, non avere un padre, non
avere un fratello, non avere la madre, anzi avercela ma che ti disprezza! Però
lei aveva Borsellino, una persona che le stava vicino e la sosteneva nella
lotta alla mafia. Ma anche lui le viene ucciso. Per me sarebbe stato meglio se
non lo avesse conosciuto affatto. Una vita senza amore…io questo non lo potrei
sopportare! Pensare che una ragazzina ha sopportato tutto questo mi fa stare
male! Aiuto!
Comunque ringrazio Dio di non avere una vita di
inferno come è stata quella di questa ragazzina così coraggiosa da combattere
sola contro tutto e tutti.
Povera Rita…
La tua scrittrice
Irene Bottazzi
mercoledì 30 marzo 2016
Leggere è... anche dedicare un libro al proprio papà! - Matteo Brembilla
Il 19 marzo si sa... è la festa del papà! Un nostro compagno, Matteo Brembilla, ha voluto raccontarci un libro, un rapporto epistolare un po' particolare tra un padre e un figlio, che oltre a interessarci, ci ha fatto riflettere molto, insegnandoci anche a non dare nulla per scontato...
Il libro che dedico a mio padre per la festa del papà si intitola “Mio papà scrive
la Guerra”, di Luigi Garlando.
Ho deciso di leggerlo per i riferimenti
molto attuali al terrorismo, visti i continui attacchi e rapimenti compiuti dall'Isis negli ultimi tempi.
Il protagonista è Livio Sala, un
giornalista di guerra, che scrive di fatti accaduti in Afghanistan precisamente
a Kabul.
La sua famiglia viene a sapere che è
stato rapito grazie alla conduttrice del telegiornale.
Così, infatti, scrive Tommaso: “Ti sei
messo a tavola con noi all'ora di cena. Capotavola, per la precisione. La tua faccia ha riempito per intero la
televisione mentre la signorina del telegiornale raccontava che erano stati
rapiti quattro giornalisti, e uno è italiano. Tu papà”.
Da quel giorno Tommy e il padre si scrivono delle lettere l'un
l'altro (o immaginano di farlo) raccontandosi la giornata trascorsa, il primo a Milano e il secondo
in Afghanistan.
Tommy, ogni volta che scrive una lettera,
crede, o forse si sforza di credere, che il padre sarebbe tornato vivo a casa.
Dall'altra parte, in Afghanistan, il
padre, insieme ad altri tre colleghi, è tenuto prigioniero dai talebani in una
buca; i quattro giornalisti ricevono da mangiare un pezzetto di pane a testa al giorno.
Purtroppo non tutti i giornalisti
sequestrati riescono a sopravvivere, ma soltanto il padre di Tommy e la collega
spagnola Felipa.
Alla fine, per fortuna, il padre di Tommy
ritorna a casa sano e salvo.
Tommy, appena lo rivede, impazzisce di
gioia e viceversa il papà.
Il padre promette a Tommy che sarebbero andati in moto a
Valencia il giorno di San Giuseppe e sarebbero stati ospitati a casa di
Felipa.
Di questo libro mi ha colpito la tenacia
di Tommy che, nonostante la gravità della situazione, persevera nella speranza
di rivedere suo padre.
L'amicizia col compagno di classe Ahmed
gli permette anche di capire come la religione venga spesso adoperata dagli
uomini per giustificare i più terribili crimini.
Undici anni dopo la pubblicazione di
questo libro, la stessa osservazione, si può applicare agli eventi di Parigi e
Bruxelles, oltre che di altri luoghi molto distanti da noi, dove certe violenze
sono all'ordine del giorno.
Matteo Brembilla
Giornata contro le Mafie - Marta Mantero
In occasione della Giornata dedicata alla lotta contro le Mafie, la nostra scuola, in collaborazione con l'associazione "Libera contro le mafie", ha organizzato un evento, al quale ha partecipato anche il Sindaco Mario Lucini e la sorella di una vittima di mafia, Francesca Bommarito. Nel corso della mattinata abbiamo potuto assistere all'esposizione di lavori svolti dai nostri compagni delle terze classi, filmati e drammatizzazioni sul tema. Ma prima in classe la Prof. ci ha letto dei brani tratti dal diario di una ragazza siciliana, Rita Atria, che alla nostra età viveva nella mafia e allo stesso tempo lottava da sola contro la mafia. La sua storia ci ha scossi e fatti riflettere. Così la Prof. ci ha chiesto di esprimere a caldo le nostre emozioni in una pagina di diario. Ecco quella della nostra compagna, Marta Mantero. In basso inseriamo anche il link del sito ufficiale di Rita Atria, per chi volesse saperne di più..
12/03/2016
Caro Diario,
la Prof, dopo averci letto una pagina di diario, definitaci subito come "un pugno allo stomaco", di Rita Atria, ci ha chiesto di scriverne una noi e di esprimere quello che pensiamo a riguardo.
L'emblema del discorso è la mafia, ovvero un'organizzazione criminale suddivisa in più associazioni (cosche o famiglie), rette dalla legge dell'omertà e della segretezza.
Sinceramente io credevo che la mafia fosse un fatto oramai passato. E invece, in quest'ultimo periodo soprattutto, sono venuta a scoprire fatti, storie, eventi, che tutt'oggi sono presenti. Non ci posso credere. Penso che se io mi trovassi, per esempio, nei panni di Rita Atria, una nostra coetanea, oramai purtroppo morta, che ha scritto la pagina di diario lettaci dalla Prof., impazzirei.
Se io, come lei, fossi sicura di non avere un futuro davanti, una vita da vivere, credo che non saprei davvero più cosa fare. Quindi mi ritengo fortunata ad essere nata in un ambiente sicuro e in una famiglia benestante e non mafiosa. Non potrei davvero sopportare di vivere in un ambiente così ostile, nel costante terrore. Davvero non capisco perché la gente tenda a non fare niente, a non intervenire. Evidentemente la malavita è così diffusa che offusca le mentre di sempre più persone che magari non vorrebbero avere nulla a che fare con queste organizzazioni, ma sono obbligate a prenderne parte. Perché innanzitutto siamo noi, noi siamo sbagliati, siamo nati sbagliati. Come dice Rita :"Siamo noi che prima di tutto dobbiamo farci un esame di coscienza". Non siamo perfetti nei comportamenti, ma impegnandoci possiamo avvicinarci a qualcosa di simile. Cioè intendo una vita civile in cui si possa vivere non nel panico.
Chissà che un giorno tutto ciò si possa avverare...
Intanto io ci spero.
la Prof, dopo averci letto una pagina di diario, definitaci subito come "un pugno allo stomaco", di Rita Atria, ci ha chiesto di scriverne una noi e di esprimere quello che pensiamo a riguardo.
L'emblema del discorso è la mafia, ovvero un'organizzazione criminale suddivisa in più associazioni (cosche o famiglie), rette dalla legge dell'omertà e della segretezza.
Sinceramente io credevo che la mafia fosse un fatto oramai passato. E invece, in quest'ultimo periodo soprattutto, sono venuta a scoprire fatti, storie, eventi, che tutt'oggi sono presenti. Non ci posso credere. Penso che se io mi trovassi, per esempio, nei panni di Rita Atria, una nostra coetanea, oramai purtroppo morta, che ha scritto la pagina di diario lettaci dalla Prof., impazzirei.
Se io, come lei, fossi sicura di non avere un futuro davanti, una vita da vivere, credo che non saprei davvero più cosa fare. Quindi mi ritengo fortunata ad essere nata in un ambiente sicuro e in una famiglia benestante e non mafiosa. Non potrei davvero sopportare di vivere in un ambiente così ostile, nel costante terrore. Davvero non capisco perché la gente tenda a non fare niente, a non intervenire. Evidentemente la malavita è così diffusa che offusca le mentre di sempre più persone che magari non vorrebbero avere nulla a che fare con queste organizzazioni, ma sono obbligate a prenderne parte. Perché innanzitutto siamo noi, noi siamo sbagliati, siamo nati sbagliati. Come dice Rita :"Siamo noi che prima di tutto dobbiamo farci un esame di coscienza". Non siamo perfetti nei comportamenti, ma impegnandoci possiamo avvicinarci a qualcosa di simile. Cioè intendo una vita civile in cui si possa vivere non nel panico.
Chissà che un giorno tutto ciò si possa avverare...
Intanto io ci spero.
Marta Mantero
venerdì 18 marzo 2016
Lezioni di...corsa! - Andrea Biadigo
E' bello quando a scuola nascono passioni e interessi nuovi!
Questo è accaduto a un nostro compagno, Andrea Biadigo, che ci parlerà di uno sport molto affascinante, la corsa!
La corsa di resistenza è il
mio sport preferito. Molte persone dicono di non essere capaci a correre
ininterrottamente per lungo tempo. Invece è tutta una questione di cervello e
di volontà, perché mentre corri non senti dolore alle gambe, ma lo provi nel
resto del tuo corpo. Quindi tutti sono capaci di correre purché siano in grado
di resistere.
Ho scoperto la mia passione per la corsa
durante il test di Cooper a scuola, prendendo il massimo dei voti.
La corsa è un sport molto
semplice da spiegare, ma più difficile da eseguire. Infatti per la corsa di
resistenza bisogna correre a lungo sulle pianure o sulle montagne senza fermarsi.
Per allenarmi nel tempo libero
mi sono comprato alcuni oggetti utili per correre e quando sono libero dai
compiti esco di casa e corro per i campi o sulla strada, insieme a mio papà.
Mentre corri non devi mai
parlare e se stai facendo una corsa di resistenza non devi muovere le braccia,
che devono essere appoggiate alle costole. Al termine della corsa bisogna fare sempre,
con mio enorme dispiacere, stretching,
perché altrimenti si possono prendere facilmente strappi muscolari.
Correre è anche liberare la mente, sfogarsi, pensare, superare i propri limiti,...è anche un ottimo antistress!
Purtroppo la corsa non è uno
sport molto conosciuto e praticato a livelli agonistici qui in Italia, quindi per me è molto difficile trovare un
posto dove posso praticarlo. Nonostante ciò sono riuscito a trovare un luogo adatto e a settembre inizierò a
prendere lezioni di atletica.
Finora ho sperimentato
molti sport, senza mai trovare quello ideale per me; spero che la corsa sia finalmente quello giusto.
Prima di concludere devo
ringraziare un mio compagno di classe che mi ha consigliato di cambiare
sport, indirizzandomi in un luogo dove potrò allenarmi; forse anche lui aveva
capito che ero più adatto alla corsa!
Spero che la mia corta
descrizione vi abbia incuriositi abbastanza e spero anche che
qualcuno la pensi come me su questo magnifico sport.
Andrea Biadigo
lunedì 14 marzo 2016
Lezioni di... pallavolo! - Carlotta Butti
Nelle ultime settimane a scuola abbiamo partecipato al torneo di pallavolo e ci siamo tutti impegnati al massimo, indipendentemente dai risultati o dalle nostre capacità! Abbiamo fatto squadra e questo ci ha resi ancora più uniti! Inoltre nella nostra classe ci sono alcune nostre compagne che coltivano questa passione da anni e che partecipano anche ai Campionati studenteschi di pallavolo femminile, rendendoci molto orgogliosi! Una di loro è Carlotta Butti, che ora vi illustrerà il suo sport preferito...
Il
mio sport preferito è la pallavolo. In questi tre anni di allenamento, ho
appreso molte conoscenze tecniche su questo sport e mi piace l’idea di scrivere
un tema in cui esprimo la mia opinione. In ogni caso è bene che non manchi un
po’ di teoria: nella pallavolo si schierano in campo sei giocatori, lo
scopo dei quali è mandare la palla nel campo avversario dopo averla colpita per un
massimo di tre volte. Ad ogni giocatore è assegnato un preciso ruolo che può
essere il palleggiatore (chiamato
anche alzatore o regista), lo schiacciatore
(o banda), il centrale e l’opposto (ma in
alcune squadre esiste anche il libero).
Ogni ruolo deve difendere ed attaccare in una precisa posizione del campo,
perciò, durante le varie azioni, si verificano regolarmente alcuni spostamenti.
Il mio ruolo è il centrale: in pratica devo difendere in posto cinque (in
seconda linea, quello più esterno a sinistra) e attaccare in posto tre (in
prima linea, al centro). Durante una partita, devo impegnarmi al massimo per
ricevere (se gli avversari hanno appena battuto) o difendere (nel caso abbiano
mandato nel nostro campo la palla), cercando poi di segnare punto mandando il
pallone nel campo avversario con una schiacciata o un pallonetto (un palleggio
eseguito con una sola mano). Quello che fa di questo gioco il mio sport
preferito è lo spirito di squadra: sono fantastici quei momenti dove grazie a
una recezione magari di una banda e l’alzata precisa del palleggiatore che
riesco a trasformare in un colpo violento colpendo la palla con tutta la forza
che ho, segno punto. In quel momento, infatti, nonostante il merito sia mio,
sotto quella piccola conquista c’è un grande lavoro: senza le mie compagne,
infatti, non sarei riuscita a concludere l’azione o ancora non avrei potuto
trasformare quell’odioso pallonetto della squadra avversaria in un meraviglioso
punto a nostro favore. La vittoria di una partita, quindi, non può essere
considerata la diretta conseguenza dell’impegno di un membro della squadra,
bensì il risultato dello sforzo dei giocatori in campo. Poi ci sono gli
allenamenti: cinque/sei ore di pallavolo a settimana possono sembrare
improponibili, ma io mi diverto sempre tantissimo poiché, tra esercizi,
schiacciate, trucchi da applicare ai fondamentali (bagher, palleggio,
schiacciata, muro, pallonetto e servizio) e, perché no, anche giochi dove
mettere in gioco il nostro spirito di squadra, la fatica si trasforma in
divertimento. In ogni caso, però, dobbiamo sempre metterci impegno, cercando di
memorizzare i consigli dei nostri allenatori, poiché la pallavolo è uno sport
che richiede esercizio e anche la voglia di mettersi in gioco, sperimentando
tecniche nuove. Per come sono fatta io, che tendo a diventare tesa davanti a un
gruppo di persone venute lì per guardarmi, entrare in campo,
nonostante sia una bella soddisfazione, è anche una tensione e per questo non
entro in tutte le partite. In ogni caso, anche in panchina non manca di certo
il divertimento: facciamo il tifo, ridiamo facendo la caricatura delle nostre
avversarie e parliamo del più e del meno. In ogni caso, dopo la partita, c’è
sempre un dolce fatto da alcune delle nostre mamme pronto per saziare il nostro
appetito. Anche dopo, in spogliatoio, a prescindere da come sia andata la
partita, tranne casi particolari, c’è sempre lo spazio per le battute e gli
scherzi.
Nonostante
abbia fatto sei anni di nuoto e continui a praticare lo sci, trovo che la
pallavolo sia davvero divertente e, nonostante richieda impegno e fatica, aiuta anche a porsi degli obiettivi.
Concludo
sperando di avervi trasmesso un po’ della passione che da tre anni, ormai, mi
occupa buona parte della settimana. Ditemi un po’…non vi ho lasciato
incuriositi?
Carlotta Butti
venerdì 11 marzo 2016
TravelFoscolo2.C - Itinerario gastronomico della Francia
Complimenti a Carlotta Butti, Ethel Chee, Alice Senafarre e Giorgia Stimolo!
Buon percorso gastronomico della Francia a tutti!
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TravelFoscolo2.C - Itinerario politico della Francia
Complimenti a Marco Battaglia, Elisa Barsella e Charlotte von Mallasz!
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TravelFoscolo2.C - Itinerario politico dell'Inghilterra
Complimenti a Edoardo Bedetti, Christian Calabrese, Davide Fazio e Edoardo Murgia!
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Lezioni di...danza! - Giorgia Stimolo
Ecco che oggi vogliamo condividere con voi la passione di una nostra compagna di classe, Giorgia Stimolo, per la danza... chissà poi se a qualcuno di voi lettori venga voglia, come è venuta a noi, di saperne un po' di più o di andare ad assistere a qualche balletto!
La danza é la mia passione. Quello che ho capito
e imparato in questi anni di duro lavoro è che è una discplina
rigida basata sull'esercizio del proprio corpo. Con questo si possono esprire emozioni
bellissime, come avviene nei balletti che si vanno
a vedere a teatro, dove i ballerini vengono
solo accompagnati dalla musica e a tutto il resto, a costruire una storia e i personaggi, pensa il loro corpo... è una cosa fatastica secondo me !!
Tante volte devo ammettere che é “noiosa “..in particolar modo tutti quegli esercizi alla sbarra, al centro, ma ho capito che senza quelli e una buona esercitazione di base é quasi
impossibile esibirsi e ballare davanti a tutto il pubblico. A proposito di questo, io ho impiegato
molto tempo per vincere le mie paure e esibirmi e ballare a teatro davanti a tante persone, ma essendo praticamente
nata sul palco poi mi sono abituata subito!
Ho capito che questa
era la mia vera passione da piccola quando avevo solo tre anni e così piccola per
me era solo un gioco, mi divertivo un mondo a indossare quei
bellisimi vestiti con il tulle, chiamati
tutù, e a fare quella strana pettinatura che da piccola non riuscivo mai
a pronunciare, che assomiglia a una
grossa cipolla dietro alla testa fatta con i tuoi capelli, fermata con forcine
e fissata con tanta lacca. Per me questo era tutto un gioco fin quando ho
capito il senso vero della danza classica e da lì ho in cominciato ad amarla
ancor di più.
Quando entro nella
sala dove di solito mi esercito sembra di entrare in un mondo nuovo con musica classica, scarpette, balletti da
preparare, il pianoforte che accompagna la lezione, la
maesrta che corregge e stimola a fare di meglio e poi il gruppo di
ballo che ti accompagna per tutta la durata della lezione.
Alcuni posssono pensare la danza classica come una cosa vecchia e antica solo perchè ormai quasi
nessuno si reca a teatro per vedere balletti di danza classica,
ma secondo me è perfezione e
leggerezza (la ballerina di classica deve essere sempre perfetta e leggera in ogni minimo gesto!).
E' bello quando sei tu da sola nella sala piena di specchi
con la musica di sottofondo che cerchi di fare tuttto perfetto senza alcun
difetto e sbaglio.
Posso concludere col
dirvi che io sono nata con la danza classica, sono cresciuta e sto crescendo
con questa bellissima passione che tengo
nel mio cuore da sempre.
Giorgia Stimolo
lunedì 7 marzo 2016
TravelFoscolo2.C - Itinerario storico-artistico dell'Inghilterra
Complimenti a Simone Belotti, Andrea Chironi, Anna Colombo e Giorgia Stimolo!
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giovedì 3 marzo 2016
Il ricordo delle foibe... la parola alla nonna di Elisa Barsella
In occasione del Giorno del Ricordo, il 10 febbraio, in classe abbiamo parlato di Foibe. Alcuni di noi non avevano mai sentito questo termine, ma una nostra compagna, Elisa Barsella, si è sentita particolarmente colpita da questo tema, dato che la sua nonna, la Sig.a Luisa, e' stata in qualche modo testimone di questi tragici eventi. Le abbiamo perciò chiesto di farci raccontare la sua storia...
Alleghiamo in fondo anche il link del documentario visionato in classe, per chi volesse saperne di più!
Alleghiamo in fondo anche il link del documentario visionato in classe, per chi volesse saperne di più!
Ho la fortuna di avere ancora una nonna che è vissuta per anni, nella sua infanzia, in Friuli durante la Seconda Guerra Mondiale. Si chiama Luisa.
-Una foiba è un buco naturale nella roccia calcarea profondo dai 200-300 metri dove venivano gettate persone vive e cadaveri.
Mi sono subito resa conto che non era un bell’argomento da trattare per lei e che la sua memoria si stava offuscando.
-Questa strage è stata consumata alla fine della seconda Guerra Mondiale tra il 1943 e il 1945 nelle zone dell’Istria, Dalmazia, Friuli Venezia Giulia e nei territori dei Balcani. Gli sfortunati venivano tenuti in prigione, massacrati, fucilati, gettati all’interno a volte anche solo feriti e si rompevano quasi del tutto le ossa.- spiega -La maggior parte delle morti non è dovuta al massacro da parte dei soldati croati ma alle malattie, infezioni ad eventuali ferite e soffocamento per lo schiacciamento del corpo da altre persone o cadaveri. Le vittime erano prevalentemente italiane o ex italiani con cittadinanza croata o slovena accusate, a parer degli jugoslavi, di opposizione politica, ma anche i preti, gli sloveni e i croati che vivevano sui confini erano stati presi di mira da questi fanatici.
Mi ha spiegato anche che avvenivano rastrellamenti che coinvolgevano gran parte della popolazione che, essendo durante la guerra, era molto povera e la cui unica colpa era quella di essere italiani. Sono parole forti. Colpa di essere italiani.
-In questi anni lo stato jugoslavo/croato era a conoscenza dei massacri ma non prendeva nessun provvedimento perché il comunismo non voleva ribellarsi a una forza politica così potente come quella fascista parlandone con le nazioni che lo assumessero, era come se ne avessero paura, si “vendicavano” in questo modo .
La nonna mi ha detto che sembrava proprio come se si fosse sotto i bombardamenti nazisti -Vennero istituiti campi profughi in diverse città italiane come Roma, Trieste e Bologna (che assomigliavano molto più a dei campi di concentramento, precisa) con l’obiettivo di accogliere i concittadini che scappavano. Molte persone si dirigevano anche all’estero sia via mare che a piedi, cosa che so bene dato che mio papà era emigrato in Venezuela quando avevo solo 11 anni lasciando sua moglie e 4 bambini piccoli. Tra le destinazioni più ambite c’erano le miniere del Belgio, l’America, l’Argentina, la Francia e il Brasile.-
Racconta con un filo di malinconia nella voce -L’attuale Croazia non a mai voluto collaborare nel ritrovare le foibe e nega tutt’ora lo sterminio di così tante persone, lo Stato Italiano ha dovuto lavorare da solo ed è per questo che non tutte le buche sono state trovate e molto probabilmente sono ancora decine nascoste in posti irraggiungibili, nei boschi e tra le alte montagne dei Balcani. I cadaveri che sono stati ritrovati fino ad adesso sono tra 20.000 e 30.000, tuttavia non c’è la certezza dell’esistenza effettiva di alcune foibe perché non esistono prove scritte o documenti ma solo alcune testimonianze orali.- Anche lei stessa non è una vera e propria testimonianza perché racconta fatti che sua mamma le raccontava da ragazzina perché quanto accaduto è successo quando aveva solo pochi anni. Il 10 febbraio è stato istituito come “giorno del ricordo” dal 2005 quando il presidente croato diede al presidente Giorgio Napolitano una lista degli italiani respinti dall’Istria durante quegli anni. La disgrazia delle foibe continuò fino al maggio del 1945 quando l’esercito americano affidò Zara e Fiume all’ex Jugoslavia e Gorizia all’Italia.
Concludo ringraziando la mia cara
nonna a cui voglio un sacco di bene.
lunedì 29 febbraio 2016
L'amore: eros, filia o agape? - Matteo Brembilla
Oggi vi proponiamo un altro elaborato sull'amore scritto dal nostro compagno Matteo Brembilla, che ha analizzato le tre concezioni dell'amore e ha composto anche una poesia!
Nel mondo
ci sono tre tipologie di amore fin dai tempi dei filosofi greci come Socrate,
Aristotele e molti altri. Queste tipologie vengono citate anche nella Bibbia.
Esistono
tre sfere: la prima, Eros, è un amore sensuale, ossia un desiderio di possedere
un'altra persona e, secondo me, non è un amore vero perchè è fondato sull'egoismo... è come considerarsi padroni di un'altra persona, quindi si prova gelosia se l'altro fa nuove amicizie. Questo
sentimento negativo è comune a uomini e donne. Il fidanzato o la fidanzata
possono sentirsi manipolati e non è una cosa giusta: tutti siamo uguali e
quindi valiamo allo stesso modo.
La seconda
sfera è la Filia, l'amore tra amici e verso i parenti, un amore fondato su un rapporto
di libertà dove tutti valgono allo stesso modo, visto che l'uomo è un animale
con un cuore, un cervello e un pensiero. L'amico è quella persona su cui
possiamo sempre contare, perchè starà sempre dalla nostra parte. Come dicono
gli inglesi: “ A friend in need is a friend indeed “. Ad un amico possiamo
confidare qualsiasi cosa, perchè non tradirà mai la nostra fiducia; inoltre non
ci prenderebbe mai in giro né ci giudicherebbe. Infine, due
amici hanno spesso molti interessi in comune. Questo fatto è la base della
complicità tra due persone.
La terza ed
ultima sfera è quella dell'Agape. Questa parola indica il senso di fraternità
che dovrebbe accomunare tutti gli esseri umani. E' quella forma di amore che
nutriamo spontaneamente verso i nostri simili: uno spirito di solidarietà e
aiuto reciproco determinato dalla comune appartenenza alla specie umana. E'
questo il presupposto da cui nasce la stessa democrazia: un contesto sociale di
reciproco soccorso, dove la libertà di ciascuno è delimitata da quella degli
altri. E' proprio nella libertà che si realizza al massimo l'amore.
L'amore è
quello che provi per il tuo prossimo
e per il tuo migliore amico.
E' l'amore
che ti toglie
il sonno,
la fame, la sete.
E' l'amore
di chi ti sta vicino
senza chiedere nulla in cambio,
l'amore che doni senza avere niente in cambio.
E'
generosità, altruismo, sacrificio.
E' il
desiderio di felicità e libertà condivisi.
sabato 27 febbraio 2016
L'amore: eros, filia o agape? - Andrea Chironi
Anche il nostro compagno Andrea Chironi ha espresso il suo pensiero sull'amore, nelle sue forme... e noi vogliamo condividerlo con voi!
L’amore è un
sentimento che nasce dal cuore e si manifesta in diverse forme: l’amore per l’ambiente,
per il prossimo, per gli animali, per la famiglia e per una ragazza o un ragazzo. In questo
caso diventa un’emozione che non puoi controllare, che ti fa arrossire e
battere forte il cuore.
Abbiamo
studiato in letteratura l’amore tra Dante e Beatrice, è famoso quello tra
Giulietta e Romeo, tra Orlando e Angelica e molti altri.
Anche oggi
si parla d’amore, esprimendolo attraverso canzoni, parole e poesie.
L’amore è
anche un sentimento che ognuno prova in modo diverso: chi lo vive con gioia,
chi con sofferenza, chi passa la vita a cercarlo.
Il mio
pensiero è che non si può vivere senza amare e senza essere amati. L’amore fa
fare grandi cose e grandi gesta, ma a volte bastano anche delle piccole azioni
per far capire all'altro che gli vogliamo bene.
Andrea Chironi
L'amore: eros, filia o agape? - Andrea Biadigo
Ecco a voi un inno alla filia scritto dal nostro compagno
Andrea Biadigo, un esempio di come questo tipo di amore possa riempirti la vita
e sia importante per noi adolescenti, ma anche per gli adulti!
La filia, ovvero l' amore tra amici, è una cosa fantastica,
forse la più bella del mondo! L'amico è colui che è sempre disposto ad aiutarti
e consolarti nei momenti difficili, ma è anche presente nei momenti più allegri
della vita.
Ecco, il mio amico Christian è proprio uno di questi. È una
persona fantastica, molto simpatica e divertente. Sin dal primo giorno di
scuola ho capito subito che lui era una persona eccezionale. Siamo infatti diventati subito amici, e siamo ancora una
coppia perfetta. Passiamo l'intervallo prevalentemente insieme; giochiamo e
parliamo quasi sempre: prima e dopo scuola. Non ci separiamo neppure durante le
vacanze estive. L'estate scorsa siamo andati insieme in barca, sono andato a
casa sua più volte a giocare ed è anche venuto in montagna con me. Christian è
per me il fratello che non ho mai avuto, l'amico e confidente e, dato che anche
lui è figlio unico, spero pensi lo stesso di me. Come tutte le coppie di amici si arriva anche a litigare per
sciocchezze, ma ci si riappacifica subito. Solo una volta il nostro litigio è
durato qualche giorno di troppo, perchè per sbaglio gli ho graffiato il
telefono mentre stavamo giocando fuori scuola, alla fine però mi ha perdonato;
l'amicizia vince su tutto. Ci aiutiamo sempre con i compiti; ad esempio, se ho delle
difficoltà con un esercizio lui me lo spiega, o viceversa. Alcune volte quando prendiamo dei brutti voti, ci consoliamo
a vicenda con le nostre battute umoristiche che ci tirano su il morale. Siamo il confidente l'uno dell'altro anche quando il tema
sono le ragazze, se ce ne piace una ce lo diciamo e troviamo insieme il modo di
conquistarla. Christian è un amico perfetto, non si dà troppe arie, è
simpatico e sincero. Insomma è il mio braccio destro. Spero di poter dire lo stesso quando fra molti anni da
vecchietti ci guarderemo alle spalle e rideremo dei nostri giorni alle medie.
Un altro esempio di filia è l'amore tra genitori e figli. Il
più forte legame del mondo. I miei genitori sono la cosa più bella che ho. Sono
simpatici, brillanti, ma anche un po' severi, come tutti credo. Mia mamma
infatti è intransigente con lo studio, perciò pretende sempre da me il massimo.
La cosa buona è che, avendo fatto il liceo linguistico, mi può aiutare a
prepararmi in inglese e francese. Ad esempio l'altro giorno mi ha aiutato a
prepararmi per la verifica di inglese e ciò ha avuto i suoi risultati dato che
è andata benissimo. Mio papà invece è rigido sull'educazione. Una sua fissa è il
rimanere composti a tavola e finire sempre quello che mi mettono nel piatto. Ho capito però che anche queste loro “pecche” sono una forma
di amore nei miei confronti. Mi insegnano infatti a crescere bene. Crescendo, ho imparato che i genitori non dimostrano il loro
amore nei nostri confronti soltanto accontentando i nostri capricci, ma anche
la sgridata e la negazione possono
essere segno di amore. Con i miei genitori prevale comunque l'amore bello e
allegro. Giochiamo e ci divertiamo tutti insieme. Siamo un gruppo molto unito e complice. Condividiamo le
stesse passioni: per gli animali, la natura e... per la Juventus.
Concludendo posso dire con certezza che la filia è uno dei
sentimenti più forti, ma non dimentichiamo l' amore tra un ragazzo e una
ragazza... ma questa è un'altra storia!
Andrea Biadigo
venerdì 26 febbraio 2016
TravelFoscolo2.C - Itinerario linguistico dell'Inghilterra
Complimenti a Elisa Barsella, Irene Bottazzi e Charlotte von Mallasz!
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Complimenti a Matteo Brembilla, Carlotta Butti, Andrea Biadigo e Alice Guarisco!
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Complimenti a Marco Battaglia, Isabel Magnelli e Marta Mantero!
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Complimenti a Elena Casella, Enrico Gilardoni e Alice Senafarre!
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mercoledì 24 febbraio 2016
L'amore: eros, filia o agape? - Irene Bottazzi
Anche Irene Bottazzi ha espresso i suoi pensieri sull'amore e ha anche composto una poesia... era proprio ispirata!
L'amore
è un sentimento che provano tante persone, che può far bene
o male. Le persone si scambiano tante parole, una di queste è "ti amo" che, per me, è soltanto per aprire un
discorso. Si ama chi decide di avere una persona al
proprio fianco, che pero può non essere sempre quella giusta. Per me l' amore più
ricco di significato è quello tra parenti, la filia; ci sono parenti che per nulla al mondo ti
lascerebbero, quelli che dicono ti
amo davvero, e non per riempirsi la bocca. Sono quelle
persone che non vedono l'ora di vederti e di strapparti un sorriso. Per
me è più significativo perché ci sono tante persone che ti amano, perché il tuo cuore si riempie di
gioia, felicità, amore, e tante altre emozioni diverse, per tutti i parenti.
Ad esempio, se non vedo un parente per un po' di
tempo, ce n'è sempre un altro pronto a consolarmi e a starmi vicino. Così si ha sempre una persona al
proprio fianco, e per me questo è amore: avere sempre una persona che ti aiuta, una che ti consola, e un'altra che ti fa da migliore
amico, insomma avere tante persone al proprio fianco che ti amano.
Ti amo perché...
...sei la persona che mi sta vicino
...sei la persona di cui mi posso fidare
...sei tu
Cosa sei per me…
...sei la cosa più cara che ho
...unica
...speciale
...bella
… sei tu non cambiare per gli altri
Cosa fai per me...
...mi fai sorridere
...mi vuoi bene per quello che sono
...mi ami
TI AMO NON LASCIARMI !!!!!!!
Irene Bottazzi
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