Una pagina di diario davvero divertente...il nostro compagno Christian Calabrese ci ha proprio lasciati col fiato sospeso!
11 settembre 2147
Caro diario,
sfortunatamente le vacanze sono finite ed io devo tornare a scuola. Ad essere sincero non ho la minima voglia di tornare a scuola, non per le materie scolastiche, anzi io adoro materie come educazione aerea e teoria strutturale che si svolgono tramite la realtà aumentata, ma odio l’idea di dover rischiare la vita per andarci. Mia mamma mi dice sempre che se mi alzassi anche solo 15 minuti prima (cosa per me impossibile) non rischierei la vita per andare a scuola. Ovviamente io, da bravo figlio, annuisco e le rispondo che mi sveglierò presto, ma ciò non accadrà mai.
sfortunatamente le vacanze sono finite ed io devo tornare a scuola. Ad essere sincero non ho la minima voglia di tornare a scuola, non per le materie scolastiche, anzi io adoro materie come educazione aerea e teoria strutturale che si svolgono tramite la realtà aumentata, ma odio l’idea di dover rischiare la vita per andarci. Mia mamma mi dice sempre che se mi alzassi anche solo 15 minuti prima (cosa per me impossibile) non rischierei la vita per andare a scuola. Ovviamente io, da bravo figlio, annuisco e le rispondo che mi sveglierò presto, ma ciò non accadrà mai.
12
settembre 2147
Oggi è il
primo giorno di scuola e sono già in ritardo. Devo essere là per le 8:30 e devo
prendere l’unico idrobus che passa per la mia scuola. Quello delle 8:05. Alle
7:59 mi sono svegliato con tutta calma, mi sono sgranchito le braccia e le
gambe, mi sono alzato dal letto, ho visto l’orologio e sono saltato in aria
dalla paura. Erano le 8:02 ed io ero ancora mezzo scemo, alzato a guardare
l’ora vicino al letto. Sono corso in bagno. Con una mano mi pettinavo, con
l’altra mi lavavo i capelli ed i denti mentre Bot 3002561 (una specie di robot
personale) mi ha portato i vestiti e mi ha preparato lo zaino che mi ero
scordato di fare la sera prima. Alle
8:04 sono uscito dal bagno già pettinato, vestito, lavato e con lo zaino in
spalla. Ho salutato mia mamma, mio papa, ho preso una pillola per fare
colazione contenente latte, cereali al miele, biscotti e qualcos’altro che non ho
fatto in tempo a leggere (questa io la chiamo colazione veloce) e sono sceso di
corsa dalle scale di casa. Per mia sfortuna il mio appartamento si trova all’84esimo
piano di un grandissimo condominio (ecco le conseguenze del sovrappopolamento
della terra), ma dopo tantissima fatica e dopo aver sudato 7 camicie sono
riuscito a scendere in tempo grazie anche al mio caro amico Bot che mi ha
sollevato e portato per i restanti piani. Circa 84. Dopo tutto ciò sono
riuscito a uscire dal condominio alle 8:05 spaccate. Mi manca un solo ostacolo
che separa me dalla fermata nel marciapiede opposto: la strada principale più trafficata
del centro città. Ho pensato che forse ce l’avrei fatta con un po’ di pazienza
ad attraversare la strada, ma appena ho girato lo sguardo verso la mia destra ho
visto la mia unica speranza di arrivare a scuola venire verso la fermata. Sono
entrato in panico, ma non avendo tempo di restarci, ne sono uscito dopo 2
secondi. Al diavolo la pazienza, ho meno di 30 secondi per attraversare quella
strada e arrivare alla fermata prima dell’idrobus, quindi passo al piano B.
Prendo il mio skateboard e faccio un’azione di cui mi pento subito dopo. L’ho
mandato in mezzo alla strada, le auto, grazie al sistema di sicurezza, hanno
visto un pericolo e hanno frenato automaticamente, così io, correndo e nascondendomi
la faccia per non essere riconosciuto da nessuno, ho attraversato la strada con
centinaia di persone che mi insultavano per avere fermato una fila di centinaia
di macchine nella strada principale della città. Così sono finalmente riuscito
a prendere il bus alle 8:06 (era in ritardo di 1 minuto), sudato e bagnato da
una bibita del McDonald che mi ha lanciato uno a bordo di una Mercedes. A
questo punto vorrei mettere fine a questa pagina di diario, ma non posso perché
la mia enorme sfortuna non mi ha ancora abbandonato. Alle 8:15, quando mancano
ancora 10 kilometri per arrivare alla mia scuola, l’idrobus si rompe
improvvisamente. Sono rientrato in panico perché è il primo idrobus nella
storia a rompersi dopo circa 70 anni dalla sua creazione! Nonostante ciò, non
mi sono arreso. Dopo circa 4 secondi esco dal panico perché, anche questa
volta, non ho tempo. Ho 13 minuti esatti per fare a piedi i 10 km che mi separano
dalla scuola. Dopo sì e no 10 metri di
stancante corsa, ho deciso che non ce l’avrei mai fatta a fare neanche 20 metri
a piedi, quindi ho preso in “prestito” una bicicletta da 30.000 mila euro che,
come le auto, va a idrogeno. Evidentemente il proprietario non ci teneva molto,
perché la teneva senza catena e null’altro nel giardino di casa sua.
Tecnicamente il giardino aveva un cancello con tanto di serratura, ma essendo
alto 1 metro, ho scavalcato, preso le chiavi della bicicletta ed ho sfondato il
cancello di legno. Nonostante ciò, io non sono un maleducato, quindi ho
lasciato un fogliettino bianco, strappato a furia da un quaderno con su scritto
“scusi da Giorgio Naghetti “(il nome di un mio compagno di classe che mi sta
antipatico). Dopo appena 5 kilometri, alle 8:24 la bicicletta ha segnalato la
batteria scarica e allora io, urlando come un matto, tanto da far girare molte
persone, perfino in macchina, ho cercato un’altra soluzione; e l’ho trovata.
Sono andato vicino ad un furgone che nel frattempo andava ignaro sulla strada
ed appena ho avuto l’occasione, sono saltato dietro nella sua “cabina” ed alle
8:29, grazie al suo “passaggio” sono arrivato a scuola in tempo. Sono
felicissimo ma poi quando ho notato che la scuola era deserta e che la sirena
delle 8:30 non sta suonando mi inizio a preoccupare! Ho controllato sul mio
telefono il calendario e l’ora ed ho scoperto, con mia grande sorpresa che mi sono
sbagliato. Oggi è l’11 Settembre, non il 12. La scuola inizierà domani!
Christian Calabrese
Belllllllllllissssssssssimo Chri complimenti!!!!! P.m
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